La scrittura d’arte è «uno strumento che interroga, spiega, narra, accompagna è qualche volta “è” arte», scrivono Brad Haylock & Megan Patty nel volume da loro curato: Art writing in crisis (Sterberg Press, London 2021). La crisi del discorso sull’arte ha aperto nuove frontiere alla scrittura critica rimettendo in discussione il suo rapporto con la cura e la pratica artistica. 

Aurelio Andrighetto ed Ermanno Cristini invitano Domenico Scudero ad esporre, nel senso di argomentare una tesi ma anche di mettere in mostra, esponendosi egli stesso al rischio che tale azione comporta.

Critica cinica è una riflessione su un linguaggio di cui si rilevano le attuali inessenzialità nell’ambito del sistema dell’arte. In Critica cinica il linguaggio dissacrato dalla professionalità manageriale e funzionale viene riconsiderato come strumento dell’arte in un gioco di rimandi visivi e sonori fra tecnologia e interventi di condivisione.

 

Con la collaborazione di Lorenzo Gnata.

 

Critica Cinica è parte di Critica Esposta, una serie di interventi di critici d’arte invitati a ripensare le modalità della loro scrittura.

 

Domenico Scudero è PhD in Metodologie storico critiche curatoriali presso la Sapienza, Università di Roma. Nella stessa università ha insegnato Storia e teoria del Design (2000-2003) presso la Facoltà di Architettura; Metodologie storico critiche curatoriali (2002-2011) presso la Facoltà di Scienze Umanistiche; ha coordinato i Master in Curatore di I, II livello ed è stato Senior Curator presso il Museo di Arte Contemporanea dal 2001 al 2011.Tra le sue pubblicazioni Avanguardia nel Presente, i due volumi Manuale del curator, e Manuale pratico del curator. Dal 2013 dirige la rivista Unclosed e dal 2019 ha la Cattedra di Storia e metodologia della critica d’arte presso l’Accademia di Brera, Milano.